lunedì 31 luglio 2017

SUNDAY IN NYC: QUELLA VOLTA CHE HO INCONTRATO #NN [capitolo 5: Dante]


______________________________________nelle puntate precedenti: 1 , 2 ,3, 4  ____

#NN mi ha dato un indirizzo e ha aggiunto "entra, firma e sali"; mi ci vorranno boh, cinque o dieci minuti per arrivare lì, occhio e croce.
prima di scendere dalla stanza mi ero ripromessa di non fumare, in modo di non presentarmi con lo stesso odore di un posacenere dell'Osteria della Briscola, ma quel pacchetto di Marlboro Silver che ho pagato un rene in Chelsea Market sta gridando vendetta dalla borsa...
nel mio cervello si insinua il dubbio che il mio sistema nervoso potrebbe esplodere senza una dose di nicotina, meglio non rischiare...
accendo una sigaretta e la faccio fuori in quattro tiri secchi, mettendomi controvento e tenendola con la punta delle dita col braccio teso per stare più lontana possibile dal puzzo di fumo.
immagino di sembrare una perfetta idiota agli occhi dei passanti, ma sul momento cerco di convincermi che sia un'idea geniale.


butto il mozzicone spento in un cestino e mi incammino scuotendo le mani all'aria; pronti... partenza, via.
mi fermo un secondo nel primo negozio che trovo e ne esco con un pacchetto di gomme in lastrine che mi fa tanto eighties, ne infilo una piegata a metà e infilo in tasca la carta.
#NN è sempre più vicino e sono terrorizzata.
credo di avere stampata in faccia l'espressione di una che sta per vomitare; anzi, ne sono praticamente certa, dato che mi sento esattamente come se stessi per vomitare.
alla prima traversa incontro Dante.
sta fermo sul marciapiede davanti al portone di un palazzo e ulula a pieni polmoni a qualche amico di portargli un accendino.
Dante, se non fosse color nutella, sarebbe il perfetto connubio tra Jack McFarland e il Lapo dei tempi d'oro: gay che più gay non si può e fatto fino a pasqua del 2018.
pare che questo lighter sia una questione di vita o di morte.
e io non lo voglio certo sulla coscienza.
gli porgo l'accendino e lui mi guarda quasi con le lacrime agli occhi, nemmeno fossi Haran Banjo venuto a salvarlo dai Meganoidi.
strilla nell'androne del palazzo che ha risolto l'emergenza fuoco, mi ringrazia tipo ottomila volte e quando riprendo a camminare verso la 5th av se ne esce con un eccitatissimo "anche io vado da questa parte, facciamo la strada insieme".
macchecculo.
mi attacca una pezza assurda parlando in fast forward, raccontandomi le vicissitudini della sua vita e dicendomi che fa il modello; cerco di non avere un'espressione troppo sìvabbehmammenonmenefregauncazzo buttando qui e lì qualche "uh... ah... wow" e devo riuscirci piuttosto bene, dato che, sempre più entusiasta, sguaina l'iphone e mi fa vedere tutta una cartella di foto... vojomorì.
ad un certo punto uno dei santi che non ho scaraventato giù nel pomeriggio deve aver pietà di me e fa in modo che Dante debba cambiare strada, ma non prima di avermi elargito il suo biglietto da visita sottolineandomi che sul suo sito web ci sono un sacco di suoi shooting.
sfodero un sorriso accondiscendente assicurandogli che andrò a visitarlo, sìccertocomeno, e lo guardo allontanarsi giulivo mentre aspetto di attraversare l'incrocio senza farmi spatasciare sull'asfalto...
che personaggio...
sto riflettendo sul fatto che le persone che conosci per strada ti riservano sempre qualche sorpresa, quando il semaforo pedonale diventa verde e all'improvviso mi rendo veramente conto di quello che mi aspetta dall'altro lato della strada...

________________________________________________to be continued..._______



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